venerdì 16 ottobre 2009

Un libro per capire le cure palliative

Un’assistenza palliativa di eccellenza può garantire a tutti serenità e dignità, sollievo e conforto nei momenti più difficili. è un diritto che si acquisisce con l’informazione, superando resistenze e tabù.Esce “Curare sulla soglia della vita”, un libro-reportage "dall'interno", per i tipi di FrancoAngeli. Un punto di vista originale. non solo per addetti ai lavori. su come si cura in un hospice di eccellenza. Un libro per capire come la medicina palliativa, da cenerentola che era, può diventare principessa.

Milano, 13 ottobre 2009. In Italia, ogni anno, vi sono oltre 250 mila malati terminali, di cui più di 100 mila affetti da malattie diverse dai tumori. Queste persone hanno bisogno di assistenza e di cure non finalizzate alla terapia, bensì a una gestione palliativa dei sintomi. Purtroppo, però, le ultime fasi della vita di un malato si svolgono spesso in luoghi privi di una vera e propria assistenza palliativa. Per esempio, negli ospedali, dove finisce i propri giorni più del 50% delle persone, la routine o la trascuratezza impediscono spesso di alleviare la sofferenza causata da sintomi: il 48% non riceve alcun trattamento contro il dolore e gli specialisti di cure palliative vengono consultati soltanto nell’8% dei casi. Le cose non vanno meglio nelle residenze per anziani (RSA), dove muore un altro 20% delle persone: rumori molesti, luci violente, televisioni ad alto volume, temperatura troppo elevata, arredi che rendono praticamente impossibile la vicinanza e l’abbraccio dei familiari. È per questo che il 77% degli operatori confessa che le persone, nella maggior parte dei casi, muoiono soffrendo. Del resto, anche a casa, dove quasi tutti preferirebbero concludere la propria esistenza, sono necessari un’assistenza palliativa specializzata e un sostegno qualificato alla famiglia, che non sempre sono accessibili. Dunque, proprio quando avrebbero più bisogno di assistenza e supporto, cioè nelle fasi finali della propria esistenza, i malati sono di fatto lasciati soli a soffrire e i loro parenti a cavarsela.

Dati e analisi riportati in un libro appena uscito per i tipi di FrancoAngeli, Curare sulla soglia della vita. L'hospice “Il Tulipano” di Niguarda, di Luciano Benedetti - giornalista scientifico e direttore della rivista di cure palliaive Limen, – presentato oggi al Circolo della Stampa di Milano, con il patrocinio dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e alla presenza di numerosi protagonisti della Sanità lombarda. L’evento era promosso dall’associazione  AGC Onlus per la formazione degli operatori alle cure palliative.
“Curare sulla soglia della vita è un vero e proprio racconto su come gli operatori di un particolare hospice sono diventati una squadra, un’équipe capace di interpretare i bisogni dei malati, di aiutarne i familiari, di favorire una morte serena, - afferma la dr.ssa Emma Vitti, Presidente di AGC Onlus. - Vi è narrato il processo di avviamento del nuovo hospice “Il Tulipano”, dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda di Milano (uno dei più grandi e attrezzati nosocomi della capitale lombarda),  visto soprattutto attraverso i sentimenti, le paure e le speranze di chi lo ha realizzato e ci lavora, i medici e gli infermieri in primo luogo e, naturalmente, dei familiari che accompagnano i propri cari”.

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